Una volta, prima della crisi, entrare nell’€uro era un obiettivo ambito, ora sono in molti a non volerne più sapere, come, ad esempio, la Polonia “i costi da sostenere per abbandonare la nostra politica monetaria e la nostra valuta sono immensamente più alti di quanto pensassimo”.
Non è più il tempo che Berta filava (Nerone e Rino Gaetano).
Evidentemente concordano sul fatto che le autorità comunitarie non si sono dimostrate all’altezza nell’affrontare le situazioni difficoltose: dalla politica monetaria molto miope (per non dire sciagurata) di parruccone Trichet (che ha impedito di limitare la crisi) alle smazzolate (tedesche) di austerità in risposta ai problemi dei debiti pubblici, anche se ora i toni si sono addolciti, ora che anche la Germania inizia ad avere il fiato corto.

E’ come se a un ciclista, in tremendo affanno su una salita alpina, invece di un bicchiere d’acqua dai uno schiaffone (convinto che lo faccia andare più veloce).
Truciverba: fa ansimare il ciclista (orgasmo).
Francia, con pil -0,20% è in recessione tecnica (calo del pil per 6 mesi di seguito).
Germania, economia stagnante: pil +0,10% (trimestrale).
Italia, 7 trimestri consecutivi di cali (21 mesi!) pil -0,50% trimestrale (-2,30% annuale), non era mai successo dall’inizio delle rilevazioni Istat del 1990.
Immobiliare, le compravendite annuali sono tornate a 430.000 come nel 1985.
Eurozona, (17 pesi con l’€uro) non ne esce fuori, pil -0,20% (trimestrale, -1,00% annuale).
Se Sparta piange, Atene non ride. E Troia? Quella batte altre strade…
E con tutto questo le borse azionarie continuano a fare strani risultati positivi… Gli operatori accettano rischi in cambio di rendimenti molto bassi. E il perdurare della disoccupazione 12,10% fa calare la spesa privata alimentando così un circolo vizioso. Inflazione in calo al 1,20% dall’1,60% di marzo, minimo dal 2010.
L’€uro per ora regge, ma difficilmente potrà durare a questi livelli, specie se la Bce abbasserà ancora il tasso di rifinanziamento verso le banche ordinarie, minacciando addirittura di portarlo in negativo (farsi pagare per i depositi delle banche al posto di elargire un interesse). Con i soldi che ha, la banca, può fare 2 cose: depositarli presso la Bce (sicuro ma con rendimenti bassissimi-nulli-negativi) o fare prestiti a imprese e persone (più remunerativo ma esposto a rischi di insoluti).
Giappone, si fa beffe di tutti, continua con la sua politica economica espansiva (Abneomics), contro la deflazione, iniziata l’autunno scorso, con iniezioni di liquidità e feroce svalutazione dello Yen, e fa un bel pil +0,90% trimestrale (+3,50% annuale), fregandosene ampiamente di chi li ammonisce su una possibile bolla speculativa (a Napoli direbbero futtetenne).
Iran, sta preparando un piano di guerra (contro Israele e soci), con l’appoggio del movimento sciita libanese Hezbollah in caso di caduta del presidente della Siria Bashar el Assad, suo storico alleato.
I fiori sulla tomba del nemico hanno un profumo inebriante (Stanislaw J. Lec).









