
“Se il Pd promuovesse una lista dei sindaci e degli amministratori verrebbe meno la sua stessa ragion d’essere. Per questo non credo farà questa scelta, che io stesso non auspico”.
Graziano Delrio versa acqua sul fuoco della Lista Arancione, il fronte civico a cui guarda il sindaco di Napoli Luigi De Magistris che sembra destinato a nascere accanto a Pd e Sel in vista delle elezioni politiche e che sarebbe stato negoziato in via riservata tra Bersani e Vendola durante il recente incontro. I vertici del Nazzareno hanno negato l’esistenza di una benedizione del Pd. Tuttavia, il presidente dell’Anci prevede un settembre di fuoco tra enti locali e forze politiche (e non solo governo) di fronte ai tagli lineari e alla scure della spending review. Il che conferma quanto le dinamiche interne alle forze politiche siano profondamente intrecciate alle vicende del governo e della delicata situazione attraversata dagli enti locali durante questa fase di durissima crisi.
Delrio ha ricevuto il mandato di scrivere l’agenda dei Comuni: sette-otto punti che partano dalla revisione della gabbia del patto di stabilità e restituisca ai territori la possibilità di non chiudere. In caso contrario – lo conferma il sindaco di Reggio – ciò che potrebbe determinarsi avrebbe effetti politici di grande rilevanza e potrebbe persino portare a una crisi di governo. La rivolta dal basso dei sindaci di ogni estrazione e appartenenza è cresciuta con l’aggravarsi dei recenti provvedimenti sulla finanza locale vede unite le amministrazioni più virtuose del paese. La misura è colma e il fronte dell’Anci si allarga dal governo ai partiti. O arriveranno misure concrete subito, a settembre, oppure i fenomeni quali le cosiddette liste arancioni e le iniziative civiche (De Magistris a parte) potrebbero rendersi autonome dai partiti. Con conseguenze oggi imprevedibili.









