
“Il sisma – sottolinea Alessandro Bezzi, presidente del settore lattiero-caseario di Confcooperative – si è tradotto in danni ingentissimi sulla produzione, ma contemporaneamente abbiamo perso 800mila posti-forma del costo di 30 euro ciascuno, vi sono difficoltà pesantissime nella ricerca di locali idonei ad ospitare il formaggio non danneggiato mentre i nostri caseifici continuano a produrre 10mila forme al giorno, c’è il problema di una ricostruzione che deve avvenire secondo linee-guida che offrano ai caseifici la certezza degli investimenti e, insieme a tutto questo, il bisogno di contrastare qualsiasi forma speculativa che potrebbe legarsi proprio al tema della ricostruzione”.
“Siamo in una fase in cui – spiega Bezzi - l’urgenza di fare presto rischia di provocare fughe in avanti avendo attenzione soltanto ad aspetti parziali del problema, senza una visione coerente e di tenuta nel tempo delle soluzioni proposte: diventa in sostanza pericoloso avviare negoziati parziali tra parti del sistema che rischierebbero di portare a soluzioni incomplete, non concertate e rispondenti ad obiettivi diversi da quelli cui puntano i caseifici, che sono, innanzitutto, la sicurezza degli operatori e l’efficienza e razionalità nella gestione della produzione”.
“Alla luce della complessità dei problemi aperti e delle implicazioni di diversa natura che essi comportano, riteniamo allora indispensabile – prosegue il dirigente di Confcooperative - che i temi della ricostruzione vengano affrontati con urgenza nell’ambito di un tavolo permanente di lavoro che coinvolga il Consorzio di tutela, le centrali cooperative, esperti titolati nello studio e progettazione di strutture in sona sismica e i servizi dell’ASL dedicati alla prevenzione e sicurezza sul lavoro, fermo restando il fatto che oggi occorre uno sforzo straordinario e indifferibile, sia pubblico che privato, sul tema del magazzinaggio”.
“Proprio per questo – conclude il presidente del settore lattiero-caseario di Confcooperative - le questioni vanno affrontate a livello comprensoriale, valutando anche l’opportunità di un coinvolgimento del sistema Grana padano, che su alcuni di questi temi sta affrontando problematiche non dissimili”.









