“È evidente che la crisi economica sia pesante e sia ancora lontana dall'esaurire i suoi effetti, così come è assodato che il problema abitativo sia tra le sue conseguenze più gravi, come denunciammo pubblicamente proprio un anno fa. Speravamo che le nostre preoccupazioni fossero condivise dagli enti locali che, pur avendo a disposizione pochi strumenti e pochissime risorse economiche, dovrebbero oggi massimizzare gli sforzi per tentare di arginare l'emergenza abitativa”.È con queste parole che Matteo Alberini, segreteria provinciale Cdlt Cgil, e Carlo Veneroni, segretario provinciale Sunia, esprimono il loro stupore circa “l'intenzione della amministrazione provinciale di continuare nella vendita delle proprie case cantoniere per recuperare risorse, senza finalizzare alcuna parte del ricavato alle politiche abitative”.
“Anche in passato lamentammo il fatto che, nonostante una dichiarata condivisione circa la necessità di utilizzare il patrimonio pubblico per dare risposte nel settore abitativo, la Provincia avesse indetto tre aste per la vendita di altrettante case cantoniere. Ora –proseguono i due segretari - ci risulta, ma saremmo felici di essere smentiti, che sia stato comunicato al Comitato Sottotetto l'imminente sgombero della casa cantoniera di via Martiri della Bettola, da loro occupata insieme ad altre associazioni, in modo da poter procedere alla vendita della stessa, destinando i proventi ad una generica manutenzione delle scuole”.
“Lungi da noi – chiariscono Albertini e Veneroni - l'intenzione di giustificare lo strumento dell'occupazione o di rinnegare l'importanza di preservare il patrimonio scolastico, ma, salvati i principi, occorre anche cercare di essere concreti: l'immobile in questione al momento dell'occupazione da parte dei ragazzi del Sottotetto versava già da anni in condizioni di abbandono tali da impedirne l'utilizzo. Nel giro di un anno è stato trasformato non solo in un luogo di accoglienza, seppur precaria, di famiglie che versavano in condizioni critiche, ma anche in sede di incontri e relazioni, occasioni di riflessione critica sullo sviluppo della nostra città negli ultimi anni. Quello stabile era quindi tornato a “vivere” ed è ora lì anche a testimonianza di un problema, come quello abitativo, sino ad ora sottovalutato dalla comunità reggiana e dai suoi amministratori pubblici.

Per questo ci appare particolarmente inopportuno che, in un momento di emergenza abitativa come questo, invece di stipulare una convenzione con le associazioni occupanti per regolarizzare la situazione esistente in cambio di un recupero completo dei locali, la Provincia proceda ad uno sgombero il cui unico esito concreto sarebbe l'ennesimo impoverimento del patrimonio pubblico, oltre che la chiusura di una preziosa esperienza di partecipazione di un gruppo di cittadini, senza ricavarne in cambio cifre tali da imprimere una svolta significativa alle possibilità di spesa dell’Ente”.
“Ci appelliamo quindi alla presidente della Provincia - concludono i due sindacalisti - perché riveda questa decisione e si renda disponibile ad un confronto a più ampio raggio sulle scelte di utilizzo delle proprie risorse economiche, sempre più limitate a causa della stessa crisi, ma soprattutto sulle scelte sbagliate compiute dal Governo nazionale che taglia troppo severamente i trasferimenti agli Enti Locali.
Crediamo che da questo confronto possa scaturire una soluzione “intelligente” per l'utilizzo della casa cantoniera di via Martiri della Bettola, pur nel rispetto delle compatibilità e delle tante urgenze di cui deve tenere conto il bilancio dell’Amministrazione Provinciale”.












