
Le rappresentanze dei lavoratori propongono una differente visione strategica del settore ambientale "maggiormente sensibile alla crescente attenzione della cittadinanza e ai temi della regolarità e legalità degli appalti". I lavoratori e i sindacati di categoria denunciano "una eccessiva attenzione da parte di Iren ai profitti derivati dallo smaltimento dei rifiuti ed una progressiva ed inarrestabile erosione delle risorse destinate ai servizi di raccolta, subappaltate al massimo ribasso e affidate senza riconoscere i Contratti nazionali dell'Igiene Ambientale. La pratica degli appalti basata sull'offerta economica più bassa comprime i diritti dei lavoratori delle ditte appaltanti e estromette l'imprenditoria territoriale e qualificata, con ripercussioni sull'occupazione. Meno risorse alle raccolte significa infatti meno qualità del servizio per i cittadini, meno legalità, meno diritti per i lavoratori, meno sicurezza e più pericoli sulle strade, meno prospettive d'uscita dalla necessità di smaltire i rifiuti e quindi meno ambiente".
I lavoratori richiedono a tale proposito "un urgente intervento delle Amministrazioni comunali, non solo in qualità di proprietarie della multiutility, ma anche in funzione di rappresentanti della cittadinanza, per chiarire la propria posizione sulle strategie di Iren. La crisi, le difficoltà finanziarie, i bilanci comunali e la spending review non giustificano il primato del business sulla tutela dell'ambiente, vero patrimonio inalienabile e unico possibile volano da cui ripartire per rilanciare il Paese".
"I lavoratori di Iren in protesta, consapevoli della grave situazione determinata dagli eventi sismici che hanno colpito le popolazioni dei territori dell'Emilia Romagna, non sciopereranno il 2 luglio come già programmato, ma lavoreranno per devolvere quella giornata di salario a loro favore" conclude la nota sindacale.
Le organizzazioni sindacali di categoria Cgil, Cisl e Uil dei servizi ambientali di Iren dei territori di Reggio, Parma e Piacenza hanno deciso di proclamare lo sciopero perchè, nonostante una prima forma di protesta effettuata con il blocco degli straordinari, "la direzione e la proprietà di Iren continuano a negare ogni confronto con le organizzazioni sindacali sul Piano industriale, l’assetto dei servizi per le cittadinanze e le ricadute sull'occupazione e sul lavoro". I sindacati e i lavoratori esprimono "preoccupazione per il futuro del servizio di gestione rifiuti sottoposto ad un processo di vero e proprio smantellamento che pregiudica la stessa possibilità di partecipare alle gare per l'affidamento del servizio previste dalla legge (da effettuarsi entro il 2014)". Le organizzazioni sindacali chiedono "alla direzione e alla proprietà pubblica quali progetti hanno in mente e quale sarà il destino dei lavoratori interessati".
"Riteniamo che il servizio di gestione dei rifiuti debba rimanere pubblico a garanzia di qualità, corretta gestione dei rifiuti, tutela del territorio e attenzione alle tariffe ed al cittadino, concetti espressi dai cittadini dei tre territori con il voto al referendum sulla privatizzazione dei servizi pubblici locali" conclude la nota sindacale.









